A) vedo fino al mio compagno di immersione;
B) intravedo il mio compagno di immersione;
C) sono invisibile, non vedo nemmeno me stesso.
A volte, però, il Lago regala sorprese.
Abbiamo scelto di fare la notturna per due motivi. Uno, non dover aspettare fino al weekend e l'altro perché a Napoli non abbiamo fatto notturne e c'è rimasta la voglia.
Preparata l'attrezzatura alla luce del lampione, andiamo a posizionare la boa e in quel momento ci rendiamo conto che nessuno ha la luce strobo. La mia è rotta e nessuno l'ha portat
a. Come illuminare la boa?Mentre finisco l'acqua dalla mia bottiglietta, mi viene in mente una cosa. Prendo la bottiglietta, ormai vuota, la riempio con l'acqua del lago, taglio un po' il tappo per allargarlo, ci butto dentro la luce sub rossa, di quelle con i contatti esterni e che dura 300 ore, chiudo il tappo e lego il tutto alla boa.
Problema risolto.
Scendiamo al solito posto alle 10.24, quando tutti i vari subacquei sono ormai risaliti. I primi metri sono tremendi, visibilità zero, entro il mezzo metro.
Siamo in quattro, guido io perché gli altri non ricordano la strada. Per me è la prima notturna in quel punto, ma di giorno ci sono andato spesso.
Ho seguito la sagola fino ai 18 metri e li il lago ci ha fatto un regalo: la visibilità è splendida. Continuo a seguire la sagola, mantenendo le rocce alla mia destra, e arrivo ai 24 metri, dove c'è il classico presepe. Aspetto col mio buddy sub gli altri due del gruppo e dopo un check generale proseguiamo l'immersione. Ovunque pesce. I persici dormono beati e trattenendo il respiro è possibile sfiorargli la coda senza che questi facciano il minimo movimento.
Subito dopo il presepe una solitaria bottatrice si muove lenta e sinuosa verso il basso e dopo aver avuto conferma che tutti e quattro l'hanno vista, le ho accarezzato la coda. E non è fuggita!
Continuo a scendere, senza sagola, perché questa si ferma al presepe, o va da un'altra parte, non ricordo. Comunque conosco la strada e proseguo dritto finché non arrivo ad un gruppo di rocce, dove svolto a sinistra mantenendo i sassi sulla destra. Quando queste diventano molto piccole le supero, siamo ormai a 33 metri.
Arrivo su un piccolo strapiombo, scendiamo a 37 e arriviamo da Embolo, il primo dei nani di Torri. La visibilità è ottima, tutti e tre gli amici mi rispondono costantemente ruotando le torce, quindi proseguo e vado a trovare il resto della combriccola. Tra i 40 e i 42 trovo il resto, Bibombolo, Subdolo, il nuovo nano che mi dicono chiamarsi Trombolo e una new entry: Biancaneve.
Evito di ridere nell'erogatore perché magari i miei compagni potrebbero pensare ad un caso di narcosi da azoto.
Punto la torcia su Biancaneve e mi assicuro che tutti l'abbiano notata.
La temperatura dell'acqua di giorno è di circa 8 gradi, in questo momento i computer segnano 5°C.
Io sto benissimo, ho i pantaloni della tuta e una maglia in cotone a maniche lunghe sotto la stagna e non sento per nulla il freddo.
Uno del gruppo però mi segnala che ha freddo, e non l'unico di noi sceso con la muta umida, ma uno di quelli che, come me, usava la stagna. Immagino che magari gli sia entrata acqua e quindi ci giriamo e torniamo indietro.
In quel momento sono a 44 e mezzo, non resisto, guardo un attimo, scendo a 45, e poi ci giriamo con il gruppo e iniziamo la risalita.
Siamo rimasti circa 2 minuti oltre i 42 metri, rapidamente ci portiamo verso i 35 in modo che la temperatura aumenti, anche se di poco. Il termoclino è lontano, intorno ai 17 metri.
Risalendo commetto un errore attraversando la scarpata che dovrebbe riportarmi al presepe e lo manco completamente. Continuo a seguire il fondale, salendo man mano fino ai 22 metri, dove mi fermo per circa un minuto. Qui la visibilità è ancora ottima e questa deviazione ci regala un'anguilla bianca di mezzo metro. Nessuno di noi aveva mai visto un'anguilla bianca, quindi siamo molto contenti.
L'amico che ha freddo, ha pure i crampi, quindi lo tengo d'occhio con la torcia mentre si stiracchia sott'acqua. Ha ancora freddo, quindi decido di non girovagare a quelle quote, ma di salire e terminare l'immersione in anticipo.
Saliamo lentamente fino ai 10 metri, qui inizia un prato di alghe dove i persici dormono beati. La visibilità è ancora ottima, siamo a circa dieci metri a sinistra del classico punto di uscita; qui non si immerge mai nessuno e siamo i primi della serata che ci pinneggiano sopra.
A cinque metri, con una visibilità ridotta, ma comunque eccellente per quelle profondità e su fondo fangoso, vediamo un bellissimo gambero di 10 centimetri e durante la sosta ci divertiamo a guardarlo, mentre immobile sembra osservarci a sua volta.
Nessuno di noi è andato fuori curva, facciamo i tre minuti canonici e poi terminiamo l'immersione, dopo soli 24 minuti.
Usciamo e ci dirigiamo verso la boa, la recuperiamo e poi, felici per un'immersione corta, ma veramente piacevole, iniziamo a raccontarci tutto quello che abbiamo visto, mentre l'amico con i crampi lamenta il freddo e mormora frasi tipo "dovevo mangiare delle banane" e "ho messo male il colletto".
Serata finita con cena a mezzanotte a base di piadina e chiacchierata fino alle due. Sono arrivato a casa alle tre. Stanco, ma felice.
Dopo le emozioni che Baia mi ha regalato, non avrei mai potuto sperare in un'immersione al lago più bella di questa.
Grazie Lago di Garda, grazie per il regalo.

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