Ieri sera ho fatto un'immersione notturna con il mio solito gruppo in un punto del lago dove non mi ero mai immerso prima. La "Casa Rossa" è una casa di colore rosso che si incontra dopo Torri del Benaco sul lago di Garda. La casa è sul lato del lago ed è la prima dopo il paese a trovarsi direttamente sull'acqua.
Subito dopo la casa c'è un parcheggio e io arrivo, come al solito, in ritardo e molti sono già mezzi vestiti.
Velocemente preparo l'attrezzatura e ci dirigiamo verso la spiaggetta, per poi entrare in acqua, direttamente da riva.
Sono le dieci passate e un gruppo è già in acqua perché deve andare via prima.
L'immersione programmata è molto semplice, si trattava di una dolce discesa fino ai 20-25 metri, sabbia e alghe, popolata da pesci per lo più addormentati.
Immediatamente mi rendo conto della particolarità del luogo.
Ciuffi di alghe costellano la discesa di sabbia grigia e numerosi persici dormono beati, mentre enormi alieni vestiti di nero pinneggiano rumorosamente.
Dopo pochi minuti, vicino al tubo che preleva in profondità l'acqua per irrigare le vicine montagne, una bellissima anguilla di oltre un metro riposa sorniona, una diva ripresa dai flash e dai fari di mille torce subacquee.
Stanca di tutto quell'interesse, alla fine se ne va, dondolandosi come solo lei sa fare, e sventolando la coda in segno di saluto.
Ogni tanto qualche piccolo luccio fa capolino da dietro un sasso, e sembra quasi pregarci di non fare baccano, perché lui, in fondo, starebbe anche tentando di procurarsi la cena.
Gamberi di ogni dimensione camminano indisturbati e la sabbia è rigata dalle mille scie di lente lumache girovaghe.
Guardo il computer e siamo a 15 metri di profondità e stiamo percorrendo la discesa in modo longitudinale, mantenendo la quota. Sono passati circa quindici minuti dall'inizio immersione.
Guardo a sinistra e i miei due compagni di immersione (eravamo dispari, e siamo quindi in tre) stanno osservando il fondale e io sono un po' più in basso, sui diciassette metri e sto osservando il nero del lago, alla mia destra.
Mi stacco un attimo da loro, un istante, qualche metro e arrivo a venti metri di profondità. Vedo i miei compagni che con le loro torce, quasi fossero spade di luce, combattono l'oscurità alla ricerca di vita da scoprire.
Io guardo il nero, invitante e freddo compagno di ogni immersione. Spengo la torcia e mi lascio abbracciare, qualche secondo, istanti che durano in eterno.
Inizio la risalita senza riaccendere la torcia, seguo i miei compagni e li raggiungo in pochissimi secondi, riaccendo la torcia e ritorno a seguire il giro turistico programmato.
Ormai siamo a quasi mezz'ora di immersione, gli abitanti del lago continuano a farsi vedere, ma io continuo a lanciare occhiate furtive verso quel nero ricordo, quell'abbraccio oscuro che mi ha fatto sentire, per un attimo, quanto fossi vivo e pieno di energie. Il nero mi manca, ma oggi non si scende, non ci si fa coccolare, solo un saluto, un attimo e via.
Sono passati circa trentacinque minuti e una seconda anguilla, più lunga della prima, si lascia ammirare. Io la seguo un attimo, scendo di qualche metro, e mi ci avvicino con il volto a pochi centimetri. Riesco a mettere a fuoco i particolari della bocca, gli occhi, la forma della testa. Una creatura meravigliosa.
Siamo a quarantacinque minuti, sono a circa 12 metri di profondità e un piccolo luccio si avvicina a me e io, ovviamente, lo illumino con la mia torcia, che nel frattempo si è scaricata così tanto da emettere solamente un filo di luce.
Mi accorgo per caso che il luccio segue il fascio di luce e inizio quindi a puntare la torcia in giro e farmi seguire. Inizio a roteare e lui sempre dietro.
Quanti di voi possono dire di aver danzato con un luccio? Io sì, abbiamo ballato per quasi due minuti. Poi ho nuovamente puntato la torcia su di lui e questo, tranquillamente, si è avvicinato al fascio di luce fino a sbattere il muso sul vetro. Velocemente è fuggito.
Arriviamo vicini al punto di uscita, siamo a 49 minuti di immersione. La mia torcia è praticamente spenta, mi godo un piccolo assaggio di oscurità. Grazie a qualche raggio riflesso riesco ogni tanto a leggere il computer subaqueo. Segna 50 minuti. E quindi riemergo.
La mia cinquantesima immersione non sarà stata a 50 metri, ma è comunque durata 50 minuti. La simmetria è salva.
Finita l'immersione sistemiamo l'attrezzatura e andiamo a mangiare qualcosa, finendo la serata tra amici raccontandoci tutto quello che avevamo visto.
Grazie lago, ancora una volta mi hai sorpreso.
giovedì 10 settembre 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)
